Quando si parla di chirurgia, l’attenzione va subito all’intervento. Ma il vero game-changer lato sicurezza è tutto ciò che succede intorno alla procedura. La prevenzione delle complicanze tromboemboliche è una di quelle leve “silenziose” che fanno la differenza - e le calze antitrombo sono uno degli strumenti più efficaci in questo scenario.
Non sono un semplice accessorio: fanno parte a pieno titolo del protocollo clinico.
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Perché durante un intervento aumenta il rischio di trombosi
Durante un intervento chirurgico, il corpo entra in una condizione che favorisce la formazione di coaguli. L’immobilità prolungata riduce l’attività della pompa muscolare del polpaccio, rallentando il ritorno venoso. Allo stesso tempo, lo stress chirurgico attiva i meccanismi di coagulazione e, in alcuni casi, la posizione operatoria o tecniche specifiche possono comprimere ulteriormente i vasi sanguigni.
Questo insieme di fattori aumenta il rischio di sviluppare una trombosi venosa profonda (TVP), che nei casi più gravi può evolvere in embolia polmonare. Secondo le linee guida dell’American College of Chest Physicians (ACCP), la prevenzione della trombosi è una componente essenziale della gestione chirurgica, soprattutto nei pazienti con rischio medio-alto.
Come funzionano le calze anti-trombo
Le calze anti-trombo sono progettate con una compressione graduata, ovvero più intensa a livello della caviglia e progressivamente decrescente verso la coscia. Questo tipo di pressione favorisce il ritorno del sangue venoso verso il cuore, contrastando il ristagno negli arti inferiori.
In assenza di movimento, le calze svolgono una funzione sostitutiva della muscolatura, aiutando a mantenere una circolazione attiva anche quando il paziente è completamente immobile. A differenza di altre soluzioni, garantiscono una pressione costante e controllata nel tempo, indipendente dall’applicazione manuale.
Il loro ruolo durante l’intervento chirurgico
Un punto spesso poco noto: le calze anti-trombo vengono indossate prima ancora di entrare in sala operatoria e restano durante tutta la procedura.
In questa fase:
- il paziente è completamente immobile
- la circolazione rallenta drasticamente
- il rischio di stasi venosa è immediato
Le calze intervengono in modo continuo, mantenendo attivo il flusso sanguigno e riducendo il rischio di formazione di trombi già nelle prime ore.
Le linee guida del NICE (National Institute for Health and Care Excellence) raccomandano l’uso della compressione meccanica come standard nei pazienti chirurgici.
Le calze anti-trombo rappresentano un elemento essenziale nel percorso chirurgico, anche se spesso invisibile agli occhi del paziente. Il loro utilizzo durante l’intervento e nel post-operatorio contribuisce in modo concreto a ridurre il rischio di complicanze potenzialmente gravi.
In un contesto in cui ogni dettaglio può influenzare l’esito dell’intervento, la compressione graduata si conferma una soluzione semplice, ma estremamente efficace, per supportare la sicurezza e il recupero del paziente.
Un supporto concreto alla prevenzione
Se cerchi una soluzione concreta, le calze LIPOTHROMBO di LIPOELASTIC sono progettate proprio per l’uso pre, intra e post-operatorio. Offrono compressione graduata 18–21 mmHg per supportare il ritorno venoso e ridurre il rischio di stasi, con un materiale traspirante e confortevole e punta aperta per monitorare facilmente la circolazione. Un dispositivo semplice, ma decisamente strategico nel percorso chirurgico.
Fonti
- Kakkos SK et al. Graduated compression stockings for prevention of deep vein thrombosis, Cochrane Database of Systematic Reviews
- Gould MK et al. Prevention of VTE in nonorthopedic surgical patients, American College of Chest Physicians (ACCP) Guidelines
- National Institute for Health and Care Excellence (NICE), Venous thromboembolism prevention guidelines
- World Health Organization (WHO), Global guidelines for the prevention of surgical site complications
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